L’olio di CBD crea dipendenza? Separiamo i miti dai fatti

Autrice: Lucie Garabasova

Una delle domande più frequenti sull’olio di CBD riguarda la possibilità che possa creare dipendenza. Questa preoccupazione nasce dall’associazione dei prodotti a base di canapa con la marijuana, che contiene THC, una sostanza nota per i suoi effetti psicoattivi. Tuttavia, l’olio di CBD non crea dipendenza. Ecco perché.

Che cos’è la dipendenza da droghe?

La dipendenza è una condizione cronica caratterizzata dal bisogno compulsivo di cercare e utilizzare una sostanza, nonostante le sue conseguenze dannose. Il potenziale di dipendenza di una sostanza dipende dalla sua capacità di alterare il modo in cui le cellule nervose del cervello comunicano tra loro. La maggior parte delle sostanze che creano dipendenza agisce sul sistema della dopamina nel cervello, spesso definita l’“ormone della felicità”.

Con il tempo, l’uso regolare di una sostanza che crea dipendenza porta il cervello a produrre meno dopamina, spingendo la persona a cercare dosi sempre maggiori della sostanza per ripristinare i livelli di dopamina.

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Olio di CBD: perché non crea dipendenza

Per capire perché l’olio di CBD non provoca dipendenza, è importante sapere cosa contiene. Il CBD (cannabidiolo) viene estratto dalla canapa, una varietà della pianta Cannabis sativa coltivata appositamente per avere un contenuto molto basso di THC. A differenza del THC, il CBD è un cannabinoide non psicoattivo.

L’olio di CBD contiene numerose sostanze benefiche, tra cui acidi grassi omega-3, terpeni, vitamine, clorofilla, amminoacidi e tracce di oltre 85 altri cannabinoidi. Tuttavia, la quantità e la qualità di questi componenti dipendono dal metodo di estrazione utilizzato.

CBD vs. THC: le differenze fondamentali

A differenza della marijuana, l’olio di CBD contiene solo tracce di THC (tetraidrocannabinolo), il composto psicoattivo responsabile degli effetti euforici della marijuana. Il THC si lega direttamente ai recettori CB1 nel cervello, stimolando il rilascio di dopamina e potenzialmente causando dipendenza.

Al contrario, il CBD agisce come “antagonista” dei recettori CB1, ovvero blocca il legame del THC con questi recettori, riducendone gli effetti. Questa azione protettiva rafforza ulteriormente l’affermazione che il CBD non crea dipendenza.

È possibile andare in overdose con il CBD?

L’uso dei prodotti a base di CBD è considerato sicuro e non tossico, anche a dosaggi elevati. Gli eventuali effetti collaterali legati all’assunzione di grandi quantità di CBD sono lievi e generalmente temporanei. Possono includere bocca secca, abbassamento della pressione sanguigna e sonnolenza. Non sono stati segnalati casi di overdose da CBD con gravi conseguenze per la salute.

Nel 2017, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato che il CBD non crea dipendenza. Nel suo rapporto si afferma che “il CBD non presenta effetti indicativi di abuso o potenziale di dipendenza… ed è generalmente ben tollerato con un buon profilo di sicurezza”.

Anche a dosaggi elevati, il CBD si è dimostrato sicuro. Uno studio del 2011 ha concluso che dosi giornaliere fino a 1500 mg di CBD sono state ben tollerate dall’uomo.

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Conclusione: sicuro e non crea dipendenza

L’olio di CBD è un’opzione sicura e non crea dipendenza per chi cerca un sollievo naturale. È consigliabile iniziare con una dose bassa e aumentarla gradualmente se necessario, ma non c’è motivo di preoccuparsi di dipendenza o di effetti collaterali gravi.

Comprendendo le differenze tra CBD e THC, è possibile utilizzare i prodotti a base di CBD con tranquillità e senza timore di sviluppare dipendenza.