Opponiamoci alla proposta della Commissione Europea di limitare gli estratti naturali di CBD

Autore: Ondrej Stovicek

Nell’ambito del processo di approvazione del CBD come “Novel Food”, la Commissione Europea ha recentemente sospeso le domande e sta ora valutando la possibilità di classificare gli estratti naturali di canapa come farmaci. Questa decisione potrebbe potenzialmente vietare la libera disponibilità del CBD così come lo conosciamo oggi, sostituendolo con alternative sintetiche create chimicamente. Ci opponiamo fermamente a questa decisione e invitiamo anche altri a unirsi a noi nell’esprimere il proprio dissenso.

Perché non siamo d’accordo con la proposta della Commissione Europea

Il parere preliminare della Commissione Europea suggerisce che gli estratti naturali di canapa industriale debbano essere classificati come sostanze psicotrope narcotiche, limitandone così l’uso, nonostante tali estratti contengano esclusivamente cannabinoidi autorizzati, incluso il CBD, ed escludano il THC non autorizzato. Questa posizione sembra essere politicamente motivata piuttosto che basata su evidenze scientifiche.

Storicamente, gli estratti naturali di canapa sono stati utilizzati per generazioni, anche dalle nostre nonne, sotto forma di integratori per promuovere la salute, prevenire vari disturbi e spesso ridurre la necessità di medicinali comunemente disponibili. Numerosi studi confermano la sicurezza e gli effetti benefici di queste sostanze sull’organismo. Ciò è ulteriormente supportato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dall’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica della Repubblica Ceca, che hanno stabilito una dose giornaliera di riferimento sicura per questi prodotti.

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Punti chiave di preoccupazione

  1. Studi clinici e sicurezza: Gli studi clinici condotti per l’approvazione del CBD come Novel Food, insieme alle valutazioni dell’EFSA, confermano che gli estratti naturali di canapa sono sicuri. L’affermazione secondo cui questi estratti dovrebbero ora essere classificati come narcotici contraddice il loro background storico e scientifico.

  2. Discriminazione nei confronti degli estratti naturali: Le restrizioni proposte colpiscono ingiustamente gli estratti naturali, mentre le sostanze prodotte chimicamente o sinteticamente con gli stessi effetti e la stessa composizione chimica non sono soggette alle medesime limitazioni. Questo rappresenta una discriminazione a favore delle alternative sintetiche.

  3. Impatto su agricoltori e piccole imprese: Se queste restrizioni venissero attuate, danneggerebbero agricoltori e piccoli operatori del settore alimentare, eliminando un’importante opportunità di mercato, soprattutto in questo periodo economicamente difficile. I benefici degli estratti naturali di canapa non dovrebbero essere riservati esclusivamente alle grandi multinazionali in grado di sostenere la produzione sintetica di tali sostanze.

  4. Tendenze globali verso la liberalizzazione: In contrasto con l’approccio restrittivo della Commissione Europea, Paesi come Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Cina si stanno muovendo verso una maggiore liberalizzazione dei prodotti a base di canapa e CBD. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta persino valutando un allentamento delle norme sulla canapa e sul THC, e in alcuni Paesi si discute di una liberalizzazione completa del mercato.

  5. Diritti dei consumatori e libera concorrenza: Questa proposta limita la libertà di scelta dei consumatori e mina la concorrenza, che è un principio fondamentale del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. I consumatori dovrebbero avere il diritto di scegliere prodotti naturali liberamente disponibili sul mercato come integratori alimentari.

Unisciti a noi e agisci

La invitiamo a firmare la nostra petizione per opporsi alla proposta della Commissione Europea. Firmando, si schiererà contro la classificazione degli estratti di canapa industriale (incluso il CBD) come sostanze narcotiche e psicotrope. Riteniamo che i prodotti naturali a base di canapa debbano continuare a essere disponibili come integratori alimentari da banco nel mercato dell’UE, nel rispetto delle norme di sicurezza alimentare e di tutela dei consumatori già in vigore e regolarmente monitorate dalle autorità nazionali.

[Firma la petizione qui]

Proteggiamo insieme i diritti degli agricoltori, delle piccole imprese e dei consumatori ad accedere a prodotti naturali di canapa sicuri.