L’OMS conferma che il CBD è sicuro ed efficace: uno sguardo più approfondito ai risultati
Autore: Ondrej Stovicek
Secondo un rapporto pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel novembre 2017, il CBD (cannabidiolo) è sicuro e ben tollerato sia negli esseri umani che negli animali. È particolarmente importante che il rapporto abbia concluso che il CBD non è associato ad alcun effetto negativo sulla salute pubblica, rendendolo un’opzione promettente per numerose applicazioni mediche.
CBD: nessun effetto psicoattivo né potenziale di abuso
Il rapporto dell’OMS sottolinea che il CBD è non psicoattivo e non provoca dipendenza fisica. A differenza del THC, il composto psicoattivo presente nella cannabis, il CBD non induce lo stato di “sballo”. Il documento afferma inoltre che il CBD “non è associato a potenziale di abuso”.
Risultato chiave: “Ad oggi non vi sono prove di uso ricreativo del CBD né di problemi di salute pubblica associati all’uso di CBD puro”, scrive l’OMS. Al contrario, le ricerche suggeriscono che il CBD possa addirittura attenuare gli effetti del THC, rafforzando ulteriormente il suo profilo di sicurezza.
CBD come trattamento efficace per diverse patologie
Il rapporto dell’OMS evidenzia l’efficacia del CBD nel trattamento di diverse condizioni. È stato dimostrato come trattamento efficace per l’epilessia negli adulti, nei bambini e negli animali. Inoltre, esistono prove preliminari che indicano un potenziale beneficio del CBD nel trattamento di patologie gravi come il morbo di Alzheimer, il cancro, la psicosi e il morbo di Parkinson.
Impatto globale: Alla luce di queste conclusioni, diversi Paesi hanno modificato le proprie normative nazionali per consentire l’uso del CBD come prodotto medicinale.
La risposta degli Stati Uniti al CBD: una battaglia normativa
Nonostante le valutazioni positive dell’OMS, gli Stati Uniti non hanno ancora pienamente accettato il CBD. In quanto componente della cannabis, il CBD rimane classificato come sostanza controllata di Tabella I, ovvero una categoria riservata a sostanze con “alto potenziale di abuso”. Questa classificazione crea notevoli difficoltà per gli utilizzatori di CBD negli USA, soprattutto considerando la crescente disponibilità di prodotti a base di CBD online e nei negozi.
Situazione attuale: L’“uso medico non autorizzato” del CBD è ancora diffuso negli Stati Uniti, nonostante la sua sostanziale illegalità a livello federale. Questo contesto normativo genera complicazioni per i pazienti alla ricerca di terapie alternative.
Sforzi in corso per la riclassificazione del CBD
L’organizzazione no-profit per la riforma della cannabis NORML ha riferito che l’OMS sta attualmente valutando una possibile modifica della classificazione del CBD nel proprio codice di schedulazione delle sostanze. In risposta, NORML ha presentato una testimonianza scritta alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel mese di settembre, opponendosi a eventuali restrizioni internazionali sull’accesso al CBD.
Guardando al futuro: Con il continuo accumularsi di prove scientifiche a sostegno dei benefici del CBD, cresce la pressione sugli enti regolatori, come la FDA, affinché riconsiderino la loro posizione su questo composto così promettente.
