L’Italia legalizza il CBD: il nuovo emendamento approva la vendita di prodotti con meno dello 0,5% di THC

Autore: Ondrej Stovicek

L’emendamento alla legge sulla legalizzazione del CBD è stato approvato in Italia. I prodotti con un contenuto di THC inferiore allo 0,5% non saranno più classificati come farmaci. Di conseguenza, saranno liberamente disponibili e la loro vendita non sarà considerata illegale in Italia.

Regolamentazione dei prodotti a base di canapa

È stato approvato un emendamento alla legge che regolamenta la vendita di prodotti a base di canapa con un contenuto di THC inferiore allo 0,5%. Questi prodotti non sono più classificati come sostanze stupefacenti.

“Abbiamo vinto”, ha dichiarato Luca Marola, fondatore di Easyjoint, un negozio italiano specializzato in prodotti CBD. Marola, noto attivista per la legalizzazione del CBD in Italia, ha espresso sollievo ed entusiasmo per la nuova normativa.

“Questo settore ha finalmente il diritto di operare”, ha continuato Marola. “La norma disciplina sia la legge sulla cannabis sia quella sugli stupefacenti. La commercializzazione è ora chiaramente consentita.”

Attivismo e cambiamento

“Ci hanno trattati come spacciatori”, ha affermato Marola. “Molte aziende sono state costrette a chiudere, una filiera che impiegava oltre 10.000 persone è stata messa in ginocchio. Abbiamo continuato il nostro attivismo per ottenere un cambiamento della legge. Oggi abbiamo vinto e l’Italia potrà finalmente collegarsi al mercato globale di questi prodotti.”

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Nuova legislazione e impatto economico

La normativa, che dovrà essere definitivamente adottata insieme alla manovra economica entro il 2020, chiarirà i limiti della sostanza attiva al di sotto dei quali il prodotto non può essere considerato uno stupefacente e stabilirà in modo definitivo la legalità della sua vendita. Questi prodotti saranno soggetti a un’imposta di 12 euro per mille chilogrammi di biomassa di canapa.

Coldiretti, l’associazione agricola italiana, ha accolto con favore la decisione del Parlamento, sottolineando che la superficie coltivata a canapa in Italia è cresciuta da 400 ettari nel 2013 a 4.000 ettari lo scorso anno.

Prospettive future

Ora i prodotti contenenti CBD in Italia saranno legali e ufficialmente autorizzati! Si auspica che questa decisione possa rappresentare un esempio per altri Paesi che stanno ancora affrontando difficoltà nella legalizzazione del CBD.

Conclusione

Con l’approvazione di questo emendamento, l’Italia ha compiuto un passo significativo verso la legalizzazione dei prodotti a base di CBD, garantendo che non siano più classificati come sostanze stupefacenti e consentendone la libera vendita. Questo sviluppo rappresenta un segnale positivo per l’industria del CBD e stabilisce un precedente incoraggiante per altri Paesi.

Fonti